Una strana compagna di vita tenuta in un barattolo

Domenica 14 Ottobre 2018

Ultimamente mi sono successe moltissime cose ma una in particolare mi ha dato tantissimo da pensare: ho perso la mia lumachina.

Ok, detto così può sembrare qualcosa di folle eppure io, da sei mesi a questa parte, ho una lumaca col guscio come animale domestico.
Il tutto è iniziato lo scorso marzo quando per caso dopo essere tornata dal supermercato mi sono accorta della presenza di una chiocciolina all’interno del sacchetto dell’insalata, invece che metterla fuori –  era pieno inverno e mi dispiaceva metterla al freddo – me la sono tenuta tra le mie piante e da quel momento non ho più avuto il coraggio di lasciarla. Sembrerà follia ma in sei mesi che è stata con me mi sono affezionata moltissimo, e lei sembra essersi abituata a me tanto da venirmi incontro quando mi vede o apprezzare le carezze che le faccio senza nascondersi nel suo guscio.

È successo appunto che qualche tempo fa lei uscisse dal suo barattolo e si attaccasse da qualche parte senza che io riuscissi a capire dove, ho cercato per settimane sapendo comunque che non fosse molto lontana ma non l’ho trovata. Devo ammettere – senza troppa vergogna – di aver pianto quando mi sono resa conto che non l’avrei trovata più, la mia bimba sembrava essere sparita nel nulla.
Qualche giorno fa, per un puro caso, ho visto il suo guscio nascosto tra le pieghe di un soprammobile e la gioia che mi ha pervaso è stata immensa, pensavo: non mi hai abbandonata davvero!

La festa che ne è derivata dopo avrebbe fatto invidia a tutti i compleanni con pony di giovani bambine di otto anni coi padri benestanti, ho chiamato mia madre e il mio ragazzo per festeggiare a distanza con loro. Sono uscita a comprare insalata nuova da dare in pasto alla lumachina e mi sono trasformata di tutto punto in una persona felice mentre il mio animaletto – ignaro di quanto le stava capitando attorno –  ha continuato il suo letargo.

Ma perché sto parlando di tutto questo vi chiederete? Onestamente non lo so.

Capita spesso che i miei genitori mi prendano in giro per questa cosa, e tutti i torti non li hanno, diciamo che non è propriamente consueto avere una chiocciola come animale domestico. Eppure mi domando perché debba esserci un canone di normalità nell’affetto che si può provare verso un altro essere vivente non sono forse tutti gli animali ugualmente apprezzabili?
A casa dei miei ho un bellissimo cane di nome Ernesto che di certo non sostituirei con nulla al mondo e lo amo immensamente eppure mi rendo conto di poter amare anche una piccola ed ingenua chiocciola grande poco meno di un centimetro.

Sa essere amorevole anche il più piccolo degli invertebrati.

Quando la guardo so di dovermene prendere cura, di dovergli dare un ambiente che possa aiutarla a crescere e farla stare bene indipendentemente da tutto il resto, per un fatto di puro egoismo ho deciso di tenerla con me senza lasciarla vagare nel mondo tra le insidie e i pericoli perché mi sono affezionata e perché mi sono presa l’incarico di accudirla.
Ho scelto per lei un nome e questo me l’ha umanizzata molto, come quando si dà un nome al pesciolino rosso e, dopo una lunga giornata fuori casa, la prima cosa che si fa entrando dalla porta è dare un cenno di saluto alla povera bestiola dentro la brocca.
La mia lumachina si chiama Tina, mio nipote impazzisce per lei ed io la guardo con occhi a cuoricino ogni volta che esce dal guscio e viene verso di me per farsi una passeggiata sulla mia mano. Ho imparato tutto quello che ci sarebbe stato da imparare sulla sua vita, la nutrizione, l’ambiente di crescita, le abitudini e quant’altro e dopo aver trascorso con lei molti mesi so persino riconoscere tutto quello che fa e ne prevedo le mosse. Ho la speranza che il tempo insieme possa durare ancora per molto e che magari un giorno io possa trovarle una chioccola da farle compagnia per ripagarla dei momenti passati insieme.

Sono certa di non volermene separare anche se questo mi categorizza come strana.

Perché credere di amare solo quello che sembra bello o comune è un pensiero superficiale e quantomeno razzista, tutti gli esseri viventi, con le giuste cure, possono trasformarsi in bellissimi compagni di viaggio. Io per ora mi sono legata a lei (o lui dipende dai punti di vista considerando che non hanno sesso) ma sarebbe potuto accadere con qualsiasi altro animale, una rana, un pulcino, un grillo o forse qualcosa di peggio. Mi sta aiutando a superare alcuni traumi legati agli insetti e a certi limiti che mi ero imposta nel corso della vita e per questo le devo molto, si accontenta di vivere in un barattolo con carote ed insalata e pare volermi bene senza limiti – per quanto possa comprendere una lumachina.

Se per essere felice devo essere giudicata come diversa credo di potermi fare carico di questa etichetta che persone ignare mi affibbiano senza sapere quanta passione può esserci nel amare una bestiola piccola e fragile che vive grazie alle cure di qualcun altro.

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