La mia è una generazione di confusi.

Mi sento ufficialmente tradita dall’aspettativa che avevo. Forse la mia generazione ha capito male il detto “Ama quello che fai e non lavorerai un solo giorno, solo così sarai libero”. Boh io di libertà non sento nemmeno l’eco e la cosa ha quasi un che di ironico ormai. Il tempo passa, ogni giorno è sempre la stessa vita, ogni fottuto giorno si ripete in se stesso e non cambia mai: sveglia presto, lavoro insoddisfacente, persone che ti usano e ti ingannano, soldi buttati in un niente troppo caro, notti insonni tormentate da pensieri e di nuovo sveglia presto. Non so più se il problema derivi da fuori o se forse sono io che ho creato troppa aspettativa in quello che mi sarei aspettata dal presente una volta diventata grande.

Fa davvero tutto tanto schifo?

Non i sono mai immaginata come una persona egoista o approfittatrice, io sono tendenzialmente trasparente, mi piace sorridere e trovare compromessi con chi ha pensieri diversi di miei. Forse è questo che mi fotte, sono buona, manco fossi un cazzo di lecca-lecca da bucare i denti o essere usato come fermacarte.

La realtà dei fatti è che la vita quella che crediamo essere vita, quella di tutti i giorni, fatta di routine, impegni e quotidianità è semplicemente una merda. La vita è quello che succede all’improvviso tra tutte queste cose perché, per quanto puoi amare quello che fai ci saranno sempre miliardi di problemi che lo renderanno uno schifo come tutto il resto.

E mi sono pure rotta di fare la buonista e avere pensieri belli per tutti, che poi mi si vomita addosso secchiate di cattiverie lo stesso, due maroni ok?

Boh qualcuno ha un rimedio per l’insoddisfazione? Chiedo per un amica eh.

Dopo un’attenta analisi autocritica sono arrivata ad una certa conclusione al riguardo, credo serva subito come base di partenza una valanga di coraggio che forse non possiedo più dopo tutte le responsabilità che ci siamo assunti sulle catastrofi che ci aspettano dal mondo, forse magari anche una certa serenità d’animo che non so più cosa sia da quando mi viene l’ansia anche mangiando del gelato sul divano mentre guardo una sitcom. Forse sarebbe bello avere qualche gratificazione ma poi si rischia di trasformarsi in quella gente di merda che non è più in grado di godersi alcun successo perché è troppo impegnata a pianificare quello successivo in una corsa infinita al successo. Che ne so? Forse sarebbe bello avere del tempo, non essere così invischiati nel lavoro da doverci trascorrere sempre tutto il giorno o magari lavorare con persone che non sono il male vero e proprio.

Ma poi interessa davvero capire? Io ci penso troppo come sempre e dovrei fregarmene i coglioni e basta di ogni cosa, chi se ne frega se odio tutto, fammi tornare a casa e fare le coccole al cane, il mondo si può fottere no?

Quasi mi sento una viziata di mera che si lamenta per cazzate, dio mi odio già.

Meglio se taccio.

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