Recensione: “Purple hearts” #Film

Regista: Elizabeth Allen Rosenbaum.

Genere: Dramma musicale.

Rilascio: 2022 Netflix.

Visione: 122 minuti.

Voto: ⭐⭐⭐⭐ –

Contenuto: 🌶️🌶️ – – –

Trama: Cassie Salazar è una ragazza che lavora in un locale come barista, alla fine del suo turno il proprietario le concede di esibirsi gratuitamente così che lei possa cantare le proprie canzoni alimentando il sogno di poter un giorno diventare qualcuno nel mondo della musica. Trovandosi vicino alla base militare capita spesso che nel locale vengano alcuni militari a divertirsi un pochino, una sera infatti entra uno squadrone in divisa che tenta subito di approcciare con altre ragazze ma Cassie – che odia le prese di potere e gli uomini in divisa – tenta immediatamente di rimettere al loro posto i ragazzi e ripristinare un minimo di decenza. Tra questi è presente anche Frankie, un vecchio amico d’infanzia di Cassie, che le spiega che stanno per partire per una missione in Iraq e vorrebbero solo spassarsela, a unirsi alla conversazione arriva Luke che tenta di abbonire la ragazza con il suo fascino ma riceve uno spigoloso due di picche.

Come ovvio che sia lei oltre al sogno di poter cantare non ha molto altro, guadagna una miseria, fa tanti altri lavori e convive con il diabete – se non paghi tanto l’assicurazione sanitaria nessuno ti passa le medicine per sopravvivere e te le paghi a caro prezzo per non morire – così le viene una folle idea. Si presenta a casa di Frankie, dove trova anche Luke che tenta in tutti i modi di impicciarsi, e gli chiede di sposarlo, un matrimonio di convenienza in nome di tutti i loro anni di amicizia, così che lei possa usufruire dell’assicurazione sanitaria di cui beneficiano le famiglie dei marines e potersi pagare l’insulina. Peccato però che Frankie non sia il tipo da truffare il paese e mettere a rischio la propria integrità rischiando anche il suo lavoro – poi cosa dovrebbe dir alla sua fidanzata? Luke invece che non ha potuto ignorare la conversazione sembra essere interessato, soprattutto perché anche lui ne trarrebbe dei vantaggi essendo indebitato fino al collo per il suo passato e non sapendo bene come poter ripagare il suo “strozzino”. Luke infatti decide di vedersi con Cassie e di definire i dettagli della loro storia affinché possano essere credibili agli occhi di tutti quelli che avranno molte domande da far loro visto che è evidente l’astio, si accordano e si sposo prima che lui parta per l’Iraq. La notte prima della partenza i due novelli sposini passano la notte in un Motel dove, per la prima volta, si denudano dei loro preconcetti e si aprono all’altro facendo l’amore, peccato però che il bel momento romantico dura poco e Luke torni ad essere un perfetto stronzo.

Tra i patti definiti c’è l’obbligo di chiamarsi e/o scriversi ogni giorno per far credere al mondo che tra loro l’amore esista davvero, in questi momenti decidono di raccontare di sé così che davvero possano arrivare a conoscersi. Cassie trova in Luke una nuova fonte di ispirazione e inizia a scrivere testi bellissimi che in poco tempo diventano virali e lui trova in Cassi un’alleata con cui poter condividere i propri timori e abbassare un po’ la guardia che da anni tiene serrata e altissima. Tra i due qualcosa scambiano inevitabilmente ma sono entrambi isole egoiste a cui non interessa molto entrare a far parte nel mondo dell’altro.

Peccato però che con la guerra non si può mai scherzare, ben presto Luke resta gravemente ferito e Cassie è l’unica persona su cui è costretto far affidamento. il loro matrimonio è sotto una gigantesca lente d’ingrandimento e forse nessuno dei due si aspettasse che fosse così faticoso tollerarsi. A rischiare però non è solo la loro pessima decisione, ci potrebbero essere di mezzo conseguenze più grandi che coinvolgono tutta la famiglia e le persone a loro care. Ma se tra Cassie e Luke non c’è alcun sentimento, perché tutto appare tanto difficile e disperato?

Opinione personale: Sono stata completamente rapita dalla visione di questo film, per quanto possa essere stato pieno di luoghi comuni e di retroscena per niente inaspettati devo ammettere che tutto il film mi sia piaciuto tantissimo. In se ha tutte le carte in regola per essere definito bello, una profondità emotiva da “scialacquarsi” le palle in tutti i modi possibili, riprese accurate e una trama accessibile a tutti perché in grado di soddisfare svariate tematiche tutte insieme – senza ovviamente approfondirne nessuna. Lo definirei uno di quei film che se ti capitano in programmazione per caso ti soffermi a guardarli perché tutto sommato sono piacevoli.

Va beh, poi nel mio cervello malato sono entrata troppo in fissa con le canzoni scritte da Sofia Carson (cantante che interpreta Cassie) per il film che hanno una profondità che ogni volta mi mandano in tilt e le sto letteralmente sciupando su spotify, oltre che profonde sono anche un po’ strazianti e totalmente il mio genere per i miei drammi da rivivere dentro la doccia. Tutto questo per dire che ho già voglia di ri-guardare questo film e, chiunque mi chiederà qualcosa che possa essere vagamente simile a questo ben di dio (ogni riferimento a Nicholas Galitzine è puramente casuale), sarà il primo consiglio di visione della lista. APPROVATISSIMO.

Non disponibile su Amazon Store

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...