Recensione: “Scum’s Wish” di Masaomi Andō #Anime

L’anime

Scum’s Wish” è un cartone animato giapponese di un’unica serie da 12 episodi totali realizzati da Masaomi Andō sull’omonima serie di manga scritti e disegnati da Mengo Yokoyari tra il 2012 e il 2017 ma inediti in Italia. Prodotto da Lerche nel 2017 con il titolo originale “Kuzu no honkai” – letteralmente “Il desiderio dei rifiuti”, trasmesso nel contenitore “noitaminA” di Fuji TV e riadattato anche a Live Action nello stesso anno con la partecipazione di Miyu Yoshimoto (Hanabi) e Dōri Sakurada (Mugi) per i ruoli principali. La storia affronta il concetto di “amore non corrisposto” nel dettaglio narrando la storia dei due protagonisti.

Le sigle di apertura e chiusura dell’anime sono rispettivamente “Uso no hibana” di 96Neko e “Heikōsen” di Sayuri. La visione in Italia della serie è stata possibile in streaming sottotitolata sulla piattaforma Prime Video di Amazon.

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Il regista

Masaomi Andō è un regista giapponese in attività dal 2012, ha prodotto numerosi contenuti per la sua patria tra cui “School-live!” nel 2015, “Saijaku Muhai no Bahamut” nel 2016, “Hakumei to Mikochi” nel 2018, “Kanata no Astra” nel 2019, “Jibaku Shonen Hanako-kun” nel 2020 e “Gyakuten Sekai no Denchi Shōjo: Rumble Garanndoll” nel 2021.

L’autrice

Mengo Yokoyari è una donna giapponese nata nel 1988 ce tiene estremamente riservata la sua privacy, è una mangaka dal 2010 e conta diverse opere pubblicate tra cui “Haruwaka” nel 2010, “Kimi wa Midara na Boku no Joou” nel 2012, “Retort Pouch!” nel 2014, “Mangaka Gohan Nisshi” nel 2015, “8 Tales of the ZQN” nel 2016, “Hoshiiro GirlDrop Comic Anthology” nel 2018 e “Oshi no Ko” nel 2020.

Trama

Da una parte abbiamo Hanabi Yasuraoka, una ragazza innamorata del suo “Fratellone” Narumi Kanai ovvero vicino di casa che è stato come un fratello maggiore sin dalla sua nascita e che ora è professore nel suo liceo, la ragazza prova un forte sentimento per Narumi peccato che lui la veda solo come la sua sorellina e sia invece infatuato di una collega. Dall’altra parte abbiamo Mugi Awaya, un ragazzo innamorato della professoressa di musica Akane Minagawa nonché sua ex tutrice che non riesce a innamorarsi ed è una “mangiatrice di uomini” assetata del dolore inflitti ad altre donne. Mugi è terribilmente attratto da lei seppur sia a suo tempo un ragazzo pieno di pulsioni sessuali e desideri da espletare, peccato che Akane lo veda solo come un ragazzino.

I due, per caso, si ritrovano a parlare dei loro amori non corrisposti quando scoprono che tra Narumi e Akane è in corso un determinato flirt. Sorpresi entrambi dalla notizia cercano di farsi coraggio a vicenda e, nel tempo, iniziano a passare molto tempo insieme. Il legame che li unisce è sincero, sono ormai ottimi amici che condividono il medesimo dolore e decidono di sfruttarsi a vicenda sessualmente immaginando che a toccarli sia il loro amato non corrisposto. Nasce così un patto tra loro, sarebbero stati tutto quello che l’altro avrebbe avuto bisogno a patto che non si fossero innamorati perché il loro cuore sarebbe appartenuto sempre ai loro amori platonici.

Inizia così un gioco pericoloso che coinvolge molte più persone e sentimenti di quelli che entrambi si sarebbero aspettati e che li porta inevitabilmente ad avvicinarsi pericolosamente l’uno all’altro.

La vera domanda per Hanabi e Mugi è: saranno mai in grado di rivelare i loro presunti sentimenti alle persone che “amano” e andare avanti vivendo a pieno il desiderio che li unisce?

Opinione personale

Sono così frustrata che potrei gridare, da dove inizio?

Il cartone mi è piaciuto tantissimo, in particolare la scelta del regista di ricreare determinate scene a riquadri come se si stesse osservando letteralmente il manga prendere vita e muoversi nelle proprie scene (super fedeli al fumetto). Ho apprezzato molto anche gli intrecci emotivi che si creano tra i vari personaggi e che permettono ai protagonisti – e non solo – di evolvere nel tempo maturandosi. Altra cosa, i disegni sono stati realizzati con cura, pieni di dettagli e colori e l’immersione nella storia è stata tale da star letteralmente vivendo su pelle la vicenda.

Tutto molto bello, insomma, un capolavoro ma.. sono insoddisfatta!

Mi spiego. Ad un certo punto la storia ha iniziato a girare unicamente su quella arpia, malefica, bucchina della professoressa Akane e di come lei sia stronza dentro e meriti enormi schiaffettoni in faccia. OK, dico io, ci sta, serve tutto per far capire l’evoluzione della storia ma, cazzo, la protagonista non sei tu, levati dai coglioni. Va bene che nel mio cervello ci sarebbe dovuto essere tutto un altro finale, accetto questa scelta di happy ending alternativo.. cioè tutti scopano con tutti e chi vorrei lo facesse non conclude mai ma, ehi, è il destino inevitabile delle mie ship.

In generale però è stata una visione molto carina, conclusasi nell’arco di un pomeriggio ma mi ha appassionato.

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