Non sopporto più questa autorità soffocante

Venerdì 14 Gennaio 2022

Ultimamente mi rendo sempre più conto di star vivendo molto male al lavoro, sarà forse che non sono più in grado di stare a stretto contatto con le persone – ormai sempre più cattive e represse che girano per le città – o forse non riesco più a ignorare il clima teso che purtroppo esiste sul posto di lavoro causato da forze maggiori. Fatto sta che mi sta risultando difficile non sentire un peso costante sul petto ogni volta che penso al mio dovere. Recentemente sono stata malata, mi sono influenzata e poco dopo essermi rimessa (costretta a rientrare per necessità lavorative), forse ancora indebolita a livello immunitario, ho contratto anche il COVID-19. Questo mi ha isolata a casa due volte, per quanto male io sia stata il dolore legato alla malattia riusciva a pesarmi molto meno di quello mentale provocato costantemente dal lavoro e allora ho capito che qualcosa non stava andando nel verso giusto.

Contratto il COVID mi sono immediatamente sentita censurata da parte dei miei titolari. Non ho potuto dire a nessuno che fossi in quarantena, questo avrebbe avuto notevoli ripercussioni sull’azienda che sarebbe potuta essere costretta alla chiusura se altri fossero risultati positivi come me. In generale, sin dalla mia assunzione mi è stato raccomandato di dovermi comportare in un certo modo in pubblico e di utilizzare i miei account social solo in parte. Inizialmente sono stata sempre attenta a cosa poter dire, cosa pubblicare, come comportarmi.. finché tutto non è diventato troppo pesante da gestire.

Il lavoro è una condizione sociale, un attività che tende ad altre utilità, non è lo specchio di chi sono.

Mentre me ne stavo a casa, con la tosse, il mal di teta e la febbre, pensavo che forse la mia inquietudine fosse causata dal fatto che io non sia adatta a quelle persone. Credere di stare meglio bloccati a casa con il corpo distrutto da microbi/batteri piuttosto che in forma ma sul posto di lavoro mi ha dato da pensare di aver toccato il fondo del mio barile. Per quanto sforzo possa mettere in quello che faccio non riesco a trovarmi compatibile con i colleghi e con l’organizzazione generale del lavoro che spegne completamente la mia creatività e assorbe tutte le mie energie.

Oggettivamente ho dato ogni mio sforzo alla mansione che ricopro ma mi sono spesso dovuta scontrare con ostacoli che hanno atterrito la mia volontà e alla fine mi hanno rassegnata ad un certo status d’insoddisfazione. In molti fanno affidamento sulla mia presenza e questo mi ha impedito di andarmene fino a questo momento perché mi sentivo in colpa verso altri colleghi in difficoltà che avrei lasciato “alla guazza”. Ora però ho capito di dover prima pensare alla mia salute mentale e ho iniziato un percorso di condivisione delle mie conoscenze e di ricerca di un nuovo lavoro.

Queste nuove ondate di malati positivi – me compresa – mi hanno legato le mani, il lavoro è ricominciato a scarseggiare portandomi un certo sconforto dentro.

So di non poter più stare a lungo presso la ditta dove mi trovo, so ertamente di non poter vivere senza uno stipendio e temo che non riuscirò a vivere ancora a lungo questi sentimenti che provo e che mi hanno completamente allontanato dalla felicità. Lo stress, l’angoscia, lo schifo, la rabbia, la tristezza, lo sconforto, l’insoddisfazione, la stanchezza.. Tutto mi ha soffocato l’anima spegnando ogni mio desiderio di vivere e, prima che possa iniziare ad avere pensieri paurosi, voglio trovare una via di fuga.

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